Tudor Black Bay 36: l’Explorer che non c’è (più)

Tudor è sempre di più sulla bocca di tutti. Negli ultimi anni con il lancio della linea Black Bay, il marchio è esploso in termini di notorietà. In questa recensione però non parliamo del solito (anche se eccezionale) Black Bay 58, ma di un orologio che forse è rimasto troppo in disparte da parte della casa di Ginevra e che merita sicuramente più attenzioni: il BB in versione 36 mm.

La linea Black Bay

La linea Black Bay è sicuramente la più vasta e la più conosciuta di Tudor. Comprende infatti un notevole numero di referenze: alcune molto conosciute, altre molto meno. I modelli che negli ultimi anni hanno avuto più successo sono sicuramente i modelli recenti di BB 58 e GMT ma la linea risale a diversi anni fa. Nel 2010 Tudor rilasciò l’Heritage Chrono, un modello fortemente ispirata al Tudor Monaco degli anni ’70. Con questa presentazione Tudor cominciò ad attrarre molti acquirenti anche per via del prezzo decisamente più basso dei Rolex, cosa che ha sempre contraddistinto la casa di Ginevra dalla sua sorella maggiore. Due anni dopo, Tudor rilascio l’Heritage Advisor Alarm, un orologio con funzione sveglia. Così, dopo aver lanciato due modelli dal forte heritage, a Baselword 2012 la casa di Ginevra completa la lineup con un altro modello dal fortissimo richiamo storico: il Black Bay. Il tutto in una configurazione che richiamava la parola “vintage” a gran voce: quadrante rose gilt, una corona molto grande e sfere snowflake.

Nel 2014 è la volta poi della configurazione blu (si incredibile ma vero: blu esisteva già da prima ma non se la filava nessuno) e nel 2016 della versione nera gilt. La lineup di Black Bay è composta quindi solo da diver dal richiamo vintage fino al 2016 anno in cui viene presentato il Black Bay di cui parliamo in questo articolo. Un orologio 36mm nel 2016? Sicuramente un must-have per ogni appasionato di vintage. Così come per i modelli “subacquei” anche qui troviamo le classiche lancette snowflake e la corona di dimensioni maggiorate che lo pongono come un ibrido fra un tool watch ed uno sportivo moderno.

La versione 36 mm

I 36mm rendono questo orologio il compagno perfetto per chi ha un polso piccolo o per chi semplicemente preferisce le misure compatte rispetto a quelle più generose ( ricordiamo infatti che nel 2016 la linea BB era composta solo da orologi dal diametro di 41mm ).

Inutile girarci intorno: questo Tudor è un forte richiamo alle referenze storiche di Rolex e dei suoi modelli Explorer e Milgauss. Troviamo difatti il classico quadrante nero del modello più “avventuriero” della casa svizzera, abbinato ad una ghiera lucida tipica dei Milgauss del passato, che come detto prima rende questo orologio un mix fra sportività e utilizzo professionale.

Così come per i modelli BB 58 e GMT anche questo Tudor è considerato un “vorrei ma non posso”. Non è infatti cosa nuova che gli orologi dalla rosa stampata sul quadrante vengano chiamati i “poor men’s Rolex”. Credo che questo sia vero solo per una parte di acquirenti di questi orologi. I Tudor facenti parte di questa lineup hanno un forte richiamo al passato che Rolex ha perso da tempo. Abbiamo infatti assistito da poco all’aumento di dimensioni del nuovo Submariner ed i modelli GMT della casa coronata rimangono orologi parecchio vistosi con le lucenti lucidature dei bracciali e la ghiera in ceramica. I Tudor dallo loro parte invece puntano su un design e delle rifiniture che a mio parere sono senza tempo e dal sapore vintage.

Però non si può solo parlare bene di questo orologio. La critica più forte mossa dal mondo degli appassionati è sicuramente quella sul movimento. Ebbene si, è un ETA 2824 “top grade” e non il calibro di manifattura montato sui nuovi 58 (quante se ne sono dette su questo calibro, forse troppe). Ma quanto davvero conta avere un calibro in-house su un orologio che si presenta come professionale/sportivo? Poco. Inoltre, un calibro del genere rende le future revisione molto meno costose rispetto ai movimenti di manifattura.

Inutile dire che se Rolex riproponesse una versione 36mm del suo Explorer, quello potrebbe diventare l’orologio definitivo per ogni occasione, ma considerando ciò che abbiamo visto durante l’ultimo lancio del Submariner ne dubito fortemente. Se la referenza attuale di Explorer dovesse essere troppo moderna per voi potreste orientarvi su un usato di primi anni 2000: ma veramente volete un Rolex con chiusura in lamierino stampato quando potete avere un Tudor con perni in ceramica anti-usura per più della metà del prezzo?

Concludendo, consiglio questo orologio a tutte quelle persone che vogliono uno sportivo da utilizzare in tutte le occasioni e che sappia passare inosservato. Con il suo richiamo vintage ma dalla caratteristiche moderne questo Tudor è sicuramente la referenza più sottovalutata dell’interna linea Black Bay.

Per un prezzo a partire da 2400 € questo BB è disponibile in tre configurazioni di cinturino (nato, pelle ed acciaio) e due colorazioni del quadrante (nero e blu).

Per maggiori informazioni, visita il sito di Tudor Italia: Tudor Italia

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